The Inner Fire · Settimana 4 · Let the Fire Triumph
Mara e Chibi stavano su una collina sopra la città conquistata.
Gli stendardi della vittoria sventolavano sulle torri.
I cancelli erano distrutti.
Le campane suonavano.
La gente festeggiava.
La gente piangeva.
E i prigionieri venivano portati via in catene.
—
Mara:
«Hanno vinto.»
—
Chibi:
«Sì.»
—
Lei guardò verso la città.
—
Mara:
«Allora perché non sembra una vittoria?»
—
Chibi non rispose.
—
Sotto di loro…
un uomo alzò una mano.
Migliaia di persone tacquero.
—
Mara:
«Lo ascoltano tutti.»
—
Chibi:
«Sì.»
—
Mara:
«Potrebbe dirgli qualunque cosa.»
—
Chibi:
«Probabile.»
—
Mara aggrottò la fronte.
—
Mara:
«Fa paura.»
—
Chibi:
«Perché?»
—
Lei ci pensò.
—
Mara:
«Perché se tutti lo seguono…»
—
«…allora l'unica persona che può fermarlo…»
—
«…è lui.»
—
Chibi accennò un sorriso.
—
Chibi:
«Questa era bella.»
—
Mara guardò il sentiero sotto i loro piedi.
Centinaia di piccole impronte salivano lungo la collina.
—
Mara:
«Secondo te le persone diventano cattive tutte insieme?»
—
Chibi fece un passo piccolissimo.
—
Chibi:
«Forse così.»
—
Mara lo fissò.
—
Mara:
«Non è niente.»
—
Chibi:
«Appunto.»
—
Fece un altro passo.
—
Mara:
«Ancora niente.»
—
Un altro.
—
Mara:
«Stai solo camminando.»
—
Chibi:
«Sì.»
—
Un altro.
Un altro.
Un altro.
—
Mara guardò indietro.
Chibi era ormai a diversi metri di distanza.
—
Mara:
«Ah.»
—
Lui si fermò.
—
Mara:
«Ma nessuno di quei passi sembrava importante.»
—
Chibi:
«È questo il problema.»
—
Mara andò verso di lui.
—
Mara:
«Allora qual era il passo sbagliato?»
—
Chibi guardò le proprie impronte.
—
Chibi:
«Non lo so.»
—
Mara:
«Uno deve esserci.»
—
Chibi:
«Forse nessuno.»
—
Lei aggrottò la fronte.
—
Chibi:
«Forse tutti.»
—
Silenzio.
—
Mara guardò verso la città.
—
Mara:
«L'Orco continua a dire che si tratta di vincere.»
—
Chibi:
«Sì.»
—
Mara:
«Il Nano continua a dire che si tratta della roccaforte.»
—
Chibi:
«Sì.»
—
Mara:
«Il sacerdote continua a dire che si tratta del suo dio.»
—
Chibi:
«Sì.»
—
Mara:
«E il guerriero continua a dire che vuole proteggere tutti.»
—
Chibi:
«Sì.»
—
Mara rimase in silenzio.
—
Mara:
«Quindi possono continuare a dire la stessa cosa…»
—
«…e intanto diventare persone completamente diverse.»
—
Chibi:
«Sembra proprio di sì.»
—
Le campane suonarono ancora.
—
Mara:
«E allora come fai a capire quando fermarti?»
—
Chibi la guardò.
—
Chibi:
«Forse quando c'è qualcosa che conta più…»
—
«…che far vincere il tuo fuoco.»
—
Mara tornò a guardare la città.
—
Mara:
«Ma se quel fuoco serve proprio a proteggere quella cosa?»
—
Per una volta…
Chibi non aveva risposta.
—
Un lungo silenzio.
—
Poi le nuvole sopra la città cambiarono forma.
Per un solo battito…
quattro strane figure sembrarono apparire al loro interno.
Non abbastanza chiare da poterle nominare.
Solo abbastanza chiare da notarle.
—
Mara:
«Stanno aspettando?»
—
Chibi:
«Forse.»
—
Mara:
«Che cosa?»
—
Chibi guardò le piccole impronte alle proprie spalle.
—
Chibi:
«Un altro passo.»
—
Mara si voltò verso di noi.
—
Mara:
«È facile dire che noi ci fermeremmo.»
—
Anche Chibi guardò verso di noi.
—
Chibi:
«Facile quando non è la nostra vittoria.»
—
Mara:
«La nostra famiglia.»
—
Chibi:
«La nostra gente.»
—
Mara:
«La nostra paura.»
—
Chibi:
«Il nostro fuoco.»
—
Un lungo silenzio.
—
Se tutto ciò che ami dipendesse da un solo passo in più…
—
E tutti intorno a te ti dicessero che è la cosa giusta da fare…
—
Mara ci guardò direttamente.
—
Sapresti ancora quando fermarti?
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