IL PREZZO DEL MATTINO

Pirate Borg · Celebration · Settimana 4 · Il prezzo di un’altra alba

L’alba non arriva in silenzio.

Prima grigia.

Poi argento.

Poi una sottile linea d’oro oltre gli alberi delle navi.

Maria sta alla finestra e ne guarda ogni secondo.

Sua figlia è accanto a lei.

Il capitano ha passato quasi tutta la notte a guardare sua moglie respirare.

MARIA:
«Se continui a fissarmi, comincio a farmi pagare.»

CAPITANO:
«Posso permettermelo.»

MARIA:
«Sei sempre stato pessimo con i soldi.»

CAPITANO:
«Sono diventato pirata.»

MARIA:
«Appunto.»

Poi la campana del porto suona.

Quattro volte.

Nessuno la tocca.

Il capitano si alza.

CAPITANO:
«Ieri si festeggiava.»

Prende il cappotto.

CAPITANO:
«Oggi si paga.»

Trovano la vecchia in fondo al molo.

O forse è lei a trovare loro.

Maria.

Sua figlia.

Il capitano.

Caelwyn e Stacy.

Sean ed Eljara.

E la donna che nessuno ricorda di aver invitato.

Il porto si sveglia intorno a loro.

Le cime scricchiolano.

I gabbiani gridano.

I marinai bestemmiano.

La vita continua come se fosse perfettamente normale che una donna morta torni dalla sua famiglia.

La vecchia guarda Maria.

VECCHIA:
«Vuoi restare.»

Il capitano risponde per primo.

CAPITANO:
«Sì.»

FIGLIA:
«Sì.»

La vecchia non guarda nessuno dei due.

VECCHIA:
«Non ho chiesto a voi.»

Guarda Maria.

VECCHIA:
«Vuoi restare?»

Maria guarda sua figlia.

Suo marito.

La luce del sole che si allarga sul porto.

MARIA:
«Sì.»

Nessun nobile addio.

Nessun bel sacrificio.

Solo la verità.

MARIA:
«Voglio fare colazione.»

Sua figlia ride tra le lacrime.

MARIA:
«Voglio dormire in un letto.»

Guarda il capitano.

MARIA:
«Voglio litigare con questo idiota.»

CAPITANO:
«Sei sempre stata ambiziosa.»

MARIA:
«Voglio conoscere mia figlia.»

La voce le si spezza.

MARIA:
«Voglio sapere chi è diventata.»

Poi:

MARIA:
«Voglio i capelli grigi.»

Si tocca il viso.

MARIA:
«Le rughe.»

Un piccolo sorriso.

MARIA:
«Voglio che mi facciano male le ginocchia quando piove.»

STACY:
«Quello probabilmente si può organizzare.»

Maria ride.

MARIA:
«Voglio cose normali.»

La vecchia annuisce.

VECCHIA:
«Spesso sono quelle che costano di più.»

Il capitano fa un passo avanti.

CAPITANO:
«Oro?»

Niente.

CAPITANO:
«La mia nave?»

Niente.

CAPITANO:
«La mia vita?»

Maria gli afferra il braccio.

MARIA:
«No.»

La vecchia scuote la testa.

VECCHIA:
«Pensi ancora che sia una compravendita.»

CAPITANO:
«E tu come la chiameresti?»

VECCHIA:
«Equilibrio.»

Il capitano guarda il mare.

CAPITANO:
«Allora dimmi il prezzo.»

La vecchia indica l’entroterra.

Lontano dal porto.

Lontano dalle navi.

Lontano dall’orizzonte.

VECCHIA:
«Tu.»

Il capitano la fissa.

VECCHIA:
«Lasci il mare.»

CAPITANO:
«Per quanto?»

VECCHIA:
«Per sempre.»

Silenzio.

Il capitano guarda la sua nave.

L’equipaggio si sta radunando sul ponte.

Persone che lo hanno seguito attraverso tempeste, battaglie, fame e decisioni ancora peggiori.

CAPITANO:
«Se accetto, lei vive?»

VECCHIA:
«Vive.»

STACY:
«Come?»

La vecchia si gira verso di lei.

STACY:
«Niente indovinelli.»

STACY:
«Mangia?»

VECCHIA:
«Sì.»

STACY:
«Dorme?»

VECCHIA:
«Sì.»

STACY:
«Si ammala?»

VECCHIA:
«Sì.»

STACY:
«Invecchia?»

La vecchia sorride.

VECCHIA:
«Se è fortunata.»

Stacy guarda Maria.

STACY:
«Umana.»

VECCHIA:
«Del tutto.»

Non un’altra notte.

Non tempo preso in prestito.

Una vita.

Maria si volta verso suo marito.

MARIA:
«No.»

CAPITANO:
«Ne abbiamo già parlato.»

MARIA:
«No. Ne hai parlato tu.»

Indica la nave.

MARIA:
«Il mare è la tua vita.»

CAPITANO:
«Tu eri la mia vita.»

MARIA:
«Non farlo.»

Gli prende il volto tra le mani.

MARIA:
«Non ti porterò via la tua vita perché io possa avere la mia.»

La vecchia risponde piano.

VECCHIA:
«Non lo faresti.»

Tutti si voltano.

VECCHIA:
«Sarebbe lui a darla.»

Una pausa.

VECCHIA:
«C’è differenza.»

Il capitano guarda il mare.

A lungo.

Poi:

CAPITANO:
«Affare fatto.»

Maria lo colpisce.

Forte.

L’equipaggio esulta.

MARIA:
«Perché stanno esultando?»

FIGLIA:
«Gli piaci.»

CAPITANO:
«Gli piace la violenza.»

FIGLIA:
«Anche.»

Poi la figlia pone la domanda che nessun altro ha fatto.

FIGLIA:
«E la nave?»

La vecchia la guarda.

Poi guarda la nave del capitano.

VECCHIA:
«Un capitano lascia il mare.»

Fa una pausa.

VECCHIA:
«Un capitano deve prendere il suo posto.»

La figlia si immobilizza.

FIGLIA:
«Intendi me.»

VECCHIA:
«No.»

La vecchia indica la nave.

VECCHIA:
«Intendo un capitano.»

Poi guarda la figlia negli occhi.

VECCHIA:
«Quello che intendi tu è affar tuo.»

La figlia guarda il ponte.

L’equipaggio la osserva.

FIGLIA:
«E se nessuno prende il suo posto?»

La vecchia guarda Maria.

VECCHIA:
«Allora il mattino finisce.»

Non serve altro.

FIGLIA:
«Quanto tempo ho?»

La vecchia guarda il sole che sorge.

VECCHIA:
«Finché il sole non supera l’orizzonte.»

Il capitano si volta verso sua figlia.

CAPITANO:
«Non farlo.»

Lei lo guarda.

CAPITANO:
«Non ce lo devi.»

FIGLIA:
«È mia madre.»

CAPITANO:
«E questo è il mio patto.»

FIGLIA:
«A quanto pare, no.»

CAPITANO:
«Non permetterò che tu—»

FIGLIA:
«Non puoi darmi ordini.»

Lui si ferma.

Lei guarda la nave.

FIGLIA:
«Non più.»

La vecchia si allontana.

SEAN:
«Tutto qui?»

Continua a camminare.

ELJARA:
«E la risposta?»

La vecchia si volta.

VECCHIA:
«Quella appartiene a lei.»

Il sole sale.

Maria è viva.

Suo padre ha accettato di lasciare il mare per sempre.

Ma se sua figlia vuole che sua madre veda un altro mattino, qualcuno deve prendere il suo posto.

La nave.

L’equipaggio.

L’orizzonte.

Tutto potrebbe diventare suo.

Oppure può andarsene.

Tu cosa faresti?

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