The Inner Fire – Sex, Drugs & Folk Music
La bottiglia stava lì, fra loro.
Vetro scuro.
Un'etichetta farmaceutica bella ordinata.
Una dose misurata con precisione.
Non aveva proprio niente di pericoloso.
Stacy aveva imparato che spesso era proprio così che il pericolo rispettabile preferiva presentarsi.
—
STACY:
«Morfina.»
—
Il medico annuì.
—
DR. PEMBROKE:
«Per il dolore.»
—
Stacy prese un'altra bottiglia.
—
STACY:
«Oppio.»
—
PEMBROKE:
«Per dormire.»
—
Un'altra ancora.
—
STACY:
«Cocaina.»
—
PEMBROKE:
«Per la stanchezza.»
—
Caelwyn si appoggiò all'armadietto dei medicinali.
—
CAELWYN:
«E per uno che sta benissimo non avete niente?»
—
Pembroke gli lanciò un'occhiata.
—
PEMBROKE:
«Brandy.»
—
Caelwyn annuì con grande serietà.
—
CAELWYN:
«Meno male che c'è la medicina moderna.»
—
Più tardi quella sera ritrovarono il dottor Pembroke.
Non nella sua clinica.
In una sala di pugilato.
Giacca tolta.
Maniche rimboccate.
Whisky in mano.
—
PEMBROKE:
«Dai, Harris!»
—
Un pugno andò a segno.
La folla esplose.
Pembroke gridò qualcosa che un medico rispettabile non avrebbe nemmeno dovuto conoscere.
Poi li vide.
—
PEMBROKE:
«Oh.»
—
STACY:
«Dottore.»
—
Guardò il whisky.
Poi il ring.
Poi Stacy.
—
PEMBROKE:
«Posso spiegare.»
—
CAELWYN:
«Meglio di no.»
—
PEMBROKE:
«Perché?»
—
CAELWYN:
«Perché adesso ha una faccia molto più felice di questo pomeriggio.»
—
Pembroke tacque.
La folla ruggì di nuovo.
—
PEMBROKE:
«Passo dodici ore al giorno ad ascoltare persone che non possono dire quello che pensano davvero.»
—
«Donne che non possono arrabbiarsi.»
«Uomini che non possono avere paura.»
«Soldati che non possono ammettere di essere a pezzi.»
«Mogli a cui non è concesso desiderare.»
«Mariti a cui non è concesso fallire.»
—
Bevve un sorso.
—
PEMBROKE:
«E prima o poi finiscono tutti nel mio ambulatorio.»
—
STACY:
«E allora lei viene qui.»
—
PEMBROKE:
«E allora vengo qui.»
—
STACY:
«Perché?»
—
Pembroke guardò verso il ring.
—
PEMBROKE:
«Per tre ore alla settimana non sono il dottor Arthur Pembroke.»
—
CAELWYN:
«E chi è?»
—
Un piccolo sorriso.
—
PEMBROKE:
«Arthur.»
—
Fuori, Londra si stava allentando il colletto.
Pub.
Music hall.
Sale di pugilato.
Farmacie.
Tavoli da gioco.
Porte discrete.
Piccoli permessi sparsi per una città ossessionata dall'autocontrollo.
Qui puoi bere.
Qui puoi gridare.
Qui puoi combattere.
Qui puoi ballare.
Qui puoi desiderare.
Qui puoi dimenticare.
Ma soltanto qui.
Soltanto adesso.
E soltanto se la società ha deciso che uno come te può permetterselo.
—
STACY:
«Forse è questo che abbiamo capito male.»
—
CAELWYN:
«Cosa?»
—
STACY:
«La civiltà non elimina le cose che definisce primitive.»
—
Guardò verso la sala di pugilato.
—
STACY:
«Ad alcune mette delle regole.»
—
CAELWYN:
«Tabù.»
—
STACY:
«E permesso.»
—
CAELWYN:
«Questa l'abbiamo già vista.»
—
STACY:
«Dappertutto.»
—
L'Impero aveva attraversato il mondo studiando società governate, a suo dire, da rituali, proibizioni e trasgressioni autorizzate.
Poi era tornato a casa, nei propri club, nelle farmacie, nelle sale di pugilato, nelle camere da letto, nei pub e nei music hall—
e non aveva riconosciuto lo stesso schema.
—
CAELWYN:
«Il gentiluomo beve e la chiama società.»
—
STACY:
«Il povero beve e lo chiamano vizio.»
—
CAELWYN:
«Un pugile colpisce un altro uomo.»
—
STACY:
«Sport.»
—
CAELWYN:
«Lo fa l'uomo sbagliato nella strada sbagliata.»
—
STACY:
«Selvaggio.»
—
CAELWYN:
«Un medico ti dà della morfina.»
—
STACY:
«Medicina.»
—
CAELWYN:
«Qualcun altro ti offre una via di fuga.»
—
STACY:
«Degenerazione.»
—
Caelwyn la guardò.
—
CAELWYN:
«Allora forse il tabù non riguarda davvero quello che facciamo.»
—
STACY:
«No.»
—
CAELWYN:
«Riguarda chi ha il permesso di farlo.»
—
STACY:
«E chi può decidere come chiamarlo.»
—
THE INNER FIRE – SEX, DRUGS & FOLK MUSIC
La civiltà non ha spento l'Inner Fire.
Gli ha costruito delle valvole di sfogo.
Medicina.
Alcol.
Musica.
Combattimento.
Desiderio.
Luoghi in cui le persone rispettabili potevano smettere di esserlo per qualche ora—
e rimettersi a posto il colletto il mattino dopo.
Forse non è il fallimento della civiltà.
Forse è parte del modo in cui riesce a sopravvivere.
L'ipocrisia comincia quando lo sfogo di uno viene chiamato svago—
e quello di un altro vizio.
Ogni società si crea luoghi dove, per un po', le regole possono allentarsi. Quali sono le nostre moderne «valvole di sfogo» che consideriamo rispettabilissime, mentre giudichiamo altri per aver bisogno, in fondo, della stessa cosa? In Mythveil Chronicles la storia non fa da tappezzeria: le sue contraddizioni diventano parte del mondo e delle scelte dei giocatori. https://startplaying.games/gm/dunchan
Per andare più a fondo nella ricerca, nella filosofia e nei mondi viventi dietro Mythveil Chronicles: https://www.patreon.com/c/mythveilchronicles_bydunchanhuntergames
