The Inner Fire – The Savage Within
La discussione cominciò per un cavallino di legno.
Non per la terra.
Non per l'oro.
Non per l'Impero.
Per un cavallino di legno.
—
BAMBINO BRITANNICO:
«È mio.»
—
BAMBINO DEL VILLAGGIO:
«No.»
—
BAMBINO BRITANNICO:
«L'avevo prima io.»
—
BAMBINO DEL VILLAGGIO:
«L'ho trovato io.»
—
Mara e Chibi li osservavano da sotto l'albero.
—
CHIBI:
«Finirà male.»
—
MARA:
«Vogliono entrambi la stessa cosa.»
—
CHIBI:
«E allora?»
—
MARA:
«Guarda.»
—
I bambini tirarono più forte.
Il cavallino scivolò dalle loro mani e cadde nel fango.
—
BAMBINO BRITANNICO:
«Guarda cos'hai fatto!»
—
BAMBINO DEL VILLAGGIO:
«Sei stato tu!»
—
CHIBI:
«Adesso stanno facendo politica.»
—
Mara lo guardò.
—
CHIBI:
«Che c'è?»
—
Più tardi, Mara e Chibi sedevano fuori dall'edificio dell'amministrazione britannica.
Dentro, gli adulti discutevano della terra.
Una grande carta copriva il tavolo.
Linee rosse e dritte attraversavano fiumi, foreste e villaggi.
—
FUNZIONARIO:
«Il confine è perfettamente chiaro.»
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Per voi.»
—
AGRIMENSORE:
«È stato rilevato.»
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Il fiume si muove.»
—
AGRIMENSORE:
«La mappa no.»
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«È proprio questo il problema.»
—
Chibi si inclinò verso Mara.
—
CHIBI:
«Questo è meglio del cavallino.»
—
MARA:
«È la stessa cosa.»
—
CHIBI:
«No.»
—
MARA:
«Perché?»
—
Chibi indicò i documenti.
—
CHIBI:
«Hanno delle carte.»
—
La discussione continuò.
—
FUNZIONARIO:
«Non possiamo governare secondo la superstizione.»
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Quale superstizione?»
—
FUNZIONARIO:
«Sostenete che la foresta appartenga ai vostri antenati.»
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«No.»
—
Una pausa.
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Diciamo che siamo noi ad appartenere a loro.»
—
Il funzionario sospirò.
—
FUNZIONARIO:
«È precisamente questo genere di distinzione primitiva che rende impossibile l'amministrazione.»
—
Chibi aggrottò la fronte.
—
CHIBI:
«Dicono che la gente di qui sia strana perché tiene ai propri antenati.»
—
MARA:
«Sì.»
—
CHIBI:
«Ma anche agli inglesi importano i loro antenati.»
—
MARA:
«Moltissimo.»
—
CHIBI:
«Cognomi.»
—
MARA:
«Sì.»
—
CHIBI:
«Titoli.»
—
MARA:
«Sì.»
—
CHIBI:
«Re e regine.»
—
MARA:
«Soprattutto quelli.»
—
Chibi ci pensò.
—
CHIBI:
«Quindi quando lo fanno loro…»
«…si chiama tradizione.»
—
MARA:
«A quanto pare.»
—
CHIBI:
«E quando lo fa qualcun altro…»
«…si chiama superstizione.»
—
MARA:
«A quanto pare.»
—
CHIBI:
«È stupido.»
—
MARA:
«Non dirlo.»
—
CHIBI:
«Perché?»
—
MARA:
«È incivile.»
—
Chibi la fissò.
—
CHIBI:
«Sei terribile.»
—
MARA:
«Lo so.»
—
Dentro, la riunione divenne più tesa.
—
FUNZIONARIO:
«Necessità strategica.»
—
AGRIMENSORE:
«Proprietà legale.»
—
AVVOCATO:
«Autorità costituita.»
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Casa.»
—
Chibi guardò Mara.
—
CHIBI:
«Mio.»
—
MARA:
«Mio.»
—
Una lampada a gas nella sala non era accesa.
Eppure…
dietro il vetro apparve una minuscola fiamma.
—
CHIBI:
«Mara.»
—
MARA:
«La vedo.»
—
FUNZIONARIO:
«Ordine.»
—
La fiamma crebbe.
—
AGRIMENSORE:
«Progresso.»
—
Più luminosa.
—
AVVOCATO:
«Autorità.»
—
Più alta.
—
FUNZIONARIO:
«Civiltà.»
—
La fiamma raggiunse la sommità del vetro.
—
CHIBI:
«La stanno alimentando.»
—
MARA:
«Sì.»
—
Il rappresentante locale guardò gli uomini attorno al tavolo.
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Ci chiamate bambini.»
—
«Dite che siamo dominati dalle emozioni.»
—
«Dite che non sappiamo guardare oltre la nostra tribù.»
—
Una pausa.
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Ma quando vi chiediamo di andarvene…»
«…vi arrabbiate.»
—
La fiamma tremò.
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Quando mettiamo in discussione la vostra Regina…»
«…vi offendete.»
—
La fiamma si abbassò.
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Quando rifiutiamo le vostre leggi…»
«…minacciate i soldati.»
—
Più piccola.
—
RAPPRESENTANTE LOCALE:
«Quindi ditemi.»
—
«Chi di noi…»
«…è dominato dalle emozioni?»
—
La fiamma si spense.
All'istante.
—
CHIBI:
«Oh.»
—
MARA:
«Già.»
—
CHIBI:
«Non le è piaciuto.»
—
MARA:
«Forse sì.»
—
CHIBI:
«Allora perché si è spenta?»
—
MARA:
«Forse perché finalmente qualcuno l'ha vista.»
—
Più tardi, sotto lo stesso albero, Mara tracciò un cerchio nella terra.
—
MARA:
«Arrabbiato.»
«Spaventato.»
«Gentile.»
«Geloso.»
«Coraggioso.»
«Avido.»
«Curioso.»
«Crudele.»
«Affettuoso.»
—
Chibi guardò il cerchio.
—
CHIBI:
«Sono un sacco di persone.»
—
MARA:
«È una sola persona.»
—
Disegnò una piccola fiamma al centro.
—
MARA:
«Forse questo è l'Inner Fire.»
—
CHIBI:
«Tutto quanto?»
—
MARA:
«Tutto.»
—
CHIBI:
«Pensavo che l'Inner Fire fosse la parte buona.»
—
MARA:
«Il fuoco non è buono.»
—
CHIBI:
«Allora è cattivo?»
—
MARA:
«No.»
—
CHIBI:
«Allora cos'è?»
—
Mara guardò verso l'accampamento britannico.
Poi verso il villaggio.
Due fuochi.
Lo stesso fumo.
Lo stesso cielo.
—
MARA:
«Fuoco.»
—
CHIBI:
«Allora cosa rende una persona civilizzata?»
—
Mara lo guardò.
—
MARA:
«Scegliere cosa farne.»
—
THE INNER FIRE – THE SAVAGE WITHIN
Un bambino dice:
«Mio.»
Un Impero dice:
«Necessità strategica.»
Le parole diventano più sofisticate.
Le mappe diventano più precise.
Ma la civiltà non comincia quando impariamo parole migliori per descrivere i nostri istinti.
Comincia quando impariamo a riconoscerli.
I mostri di Mythveil non si nascondono sempre in templi dimenticati. A volte vivono nelle storie che le persone raccontano a se stesse. Entra nelle campagne: https://startplaying.games/gm/dunchan
Scopri più a fondo la ricerca, la filosofia e i mondi viventi dietro Mythveil Chronicles: https://www.patreon.com/c/mythveilchronicles_bydunchanhuntergames
