Pirate Borg · Celebration · Settimana 4 · Il prezzo di un’altra alba
La festa è sopravvissuta a un’altra notte.
Anche il porto.
Pare un motivo più che sufficiente per continuare a bere.
Il capitano siede di fronte a sua figlia.
Non proprio a suo agio.
Non sono ancora arrivati a quel punto.
Però sono allo stesso tavolo.
Lei lancia due dadi.
FIGLIA:
«Stai barando.»
CAPITANO:
«Ti ho insegnato io a giocare.»
FIGLIA:
«Non era una smentita.»
CAPITANO:
«Non voleva esserlo.»
STACY:
«Un progresso.»
CAELWYN:
«Pirati che si accusano a vicenda di essere disonesti?»
STACY:
«Conversazione di famiglia.»
Poi la porta della taverna si apre.
Nessuno ci fa caso.
Tranne il capitano.
Smette di respirare.
Sulla soglia c’è una donna.
Capelli scuri.
Un vestito semplice.
Sale sull’orlo.
Nessuna maschera.
Nessuna arma.
Non c’è assolutamente nulla di spaventoso in lei.
La figlia segue lo sguardo del padre.
I dadi le cadono dalle dita.
FIGLIA:
«No.»
La donna la guarda.
DONNA:
«Sei cresciuta.»
Il capitano non si muove.
CAPITANO:
«Maria?»
Lei sorride.
MARIA:
«Sei invecchiato.»
Gli sfugge una risata spezzata.
CAPITANO:
«Sei morta.»
Maria entra.
MARIA:
«Lo so.»
La figlia le si avvicina.
Piano.
FIGLIA:
«Dimostralo.»
Maria guarda la sua mano.
MARIA:
«Nascondi ancora il pollice quando hai paura.»
La figlia abbassa lo sguardo.
Il pollice è stretto sotto le altre dita.
MARIA:
«Lo facevi anche da piccola.»
Qualcosa cambia sul volto della figlia.
FIGLIA:
«Come fai a saperlo?»
MARIA:
«Perché a sei anni, durante un temporale, mi hai buttata giù dal letto a calci e hai detto a tuo padre che ero caduta.»
Il capitano chiude gli occhi.
CAPITANO:
«Cristo.»
La figlia tocca la guancia di Maria.
Calda.
La tocca di nuovo.
MARIA:
«Sono qui.»
Poi abbraccia sua madre.
Per un po’, l’impossibile diventa normale.
Maria si siede con loro.
Ride.
Ascolta le storie degli anni che ha perduto.
Il capitano interrompe.
Entrambe le donne gli dicono di stare zitto.
Lui obbedisce.
CAELWYN:
«Sembra viva.»
STACY:
«È calda.»
CAELWYN:
«Respira.»
STACY:
«Ha battito.»
CAELWYN:
«Dovrebbe essere rassicurante.»
STACY:
«Non lo è.»
Maria prende una coppa.
Beve.
Poi comincia a tossire.
La figlia la sorregge.
FIGLIA:
«Mamma?»
Maria si copre la bocca.
Quando abbassa la mano, è bagnata.
Non è sangue.
Acqua di mare.
Un sottile filo d’alga nera le attraversa il palmo.
La musica si ferma.
STACY:
«Siediti.»
Poi una voce arriva da accanto al fuoco.
VECCHIA:
«Non ancora.»
Nessuno ricorda di aver visto entrare la vecchia.
Un fazzoletto vivace.
Perline intorno a un polso.
Un piede nudo che batte sul pavimento.
Quattro colpi.
Le stesse quattro note che seguono la festa da notti.
La figlia si mette tra lei e Maria.
FIGLIA:
«Lei resta.»
VECCHIA:
«Non spetta a te deciderlo.»
CAPITANO:
«E a chi?»
La vecchia guarda Maria.
VECCHIA:
«A lei.»
Poi guarda gli altri.
VECCHIA:
«E a loro.»
La campana del porto suona da sola.
Una volta.
La vecchia si alza.
VECCHIA:
«Avete cantato.»
Un passo.
VECCHIA:
«Avete ballato.»
Un altro.
VECCHIA:
«Avete indossato volti che non erano i vostri.»
Un altro ancora.
VECCHIA:
«Avete chiamato nomi appartenuti a persone che non potevano più rispondere.»
Si ferma accanto a Maria.
VECCHIA:
«E per una notte, la strada si è aperta.»
STACY:
«Può restare?»
La vecchia guarda Maria.
VECCHIA:
«Sì.»
Il capitano risponde subito.
CAPITANO:
«Dimmi il prezzo.»
MARIA:
«No.»
CAPITANO:
«Sì.»
MARIA:
«Non sai nemmeno cosa ti chiederà.»
CAPITANO:
«Non m’importa.»
MARIA:
«Non sei cambiato per niente.»
CAPITANO:
«Sei viva.»
MARIA:
«Per una notte.»
CAPITANO:
«Allora comprerò il mattino.»
La vecchia sorride.
VECCHIA:
«Il mattino non si compra.»
La campana del porto suona ancora.
VECCHIA:
«Ma forse potete fargli spazio.»
Cammina verso la porta.
VECCHIA:
«Fino all’alba, lei è vostra ospite.»
FIGLIA:
«E dopo?»
La vecchia guarda il mare nero.
VECCHIA:
«Dipende da quanto vale una vita per la vostra famiglia.»
CAPITANO:
«Dimmi il prezzo.»
VECCHIA:
«Domani.»
CAPITANO:
«Perché domani?»
La vecchia guarda la festa.
VECCHIA:
«Perché stanotte si festeggia.»
Poi guarda il capitano dritto negli occhi.
VECCHIA:
«Domani si paga.»
Scompare nella notte.
La famiglia rimane seduta insieme.
Padre.
Madre.
Figlia.
Per la prima volta dopo anni.
Fuori, il cielo a oriente è ancora buio.
Ma l’alba sta arrivando.
Maria guarda verso la finestra.
MARIA:
«Avevo dimenticato che cosa si prova al mattino.»
Il capitano le prende la mano.
CAPITANO:
«Allora ne vedrai un altro.»
E da qualche parte oltre la taverna, qualcosa ride.
Non viene dal mare.
È molto più vicino.
Se qualcuno che amavi potesse tornare in vita, ma tu dovessi pagare un prezzo che ancora non conosci, gli chiederesti di restare?
Tu cosa faresti?
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