IL BICCHIERE VUOTO

Pirate Borg · Celebration · Settimana 2 · Cadono i veli

MARA:
«Perché lì non si siede nessuno?»

CHIBI:
«Perché è morto.»

MARA lo guarda.

CHIBI:
«Cosa?»

MARA:
«Non si dovrebbe dirlo così.»

CHIBI:
«Ma è morto.»

Sul tavolo c’è un bicchiere.

Pieno di rum.

Nessuno ci beve.

Intorno, la taverna è viva.

Gli stivali battono sul pavimento.

I dadi rimbalzano.

Qualcuno canta una canzone con almeno quattro versioni diverse della stessa strofa.

Qualcun altro ha dimenticato con quale versione avevano cominciato.

MARA:
«Perché dare del rum a un morto?»

CHIBI:
«Forse anche i morti hanno sete.»

MARA:
«No.»

CHIBI:
«Ne hai mai chiesto a uno?»

Mara ci pensa.

MARA:
«No.»

CHIBI:
«Allora non lo sappiamo.»

Un pirata allunga la mano verso il bicchiere.

Un altro gli schiaffeggia via la mano.

PIRATA:
«Non quello.»

Il primo pirata ne prende subito un altro.

MARA:
«C’è una regola.»

CHIBI:
«Ci sono sempre regole.»

MARA:
«Ma stanno infrangendo tutte le altre.»

Il cappello del capitano è in testa a qualcuno che sicuramente non è il capitano.

Un marinaio balla su un tavolo.

Due persone che ieri hanno quasi tirato fuori i coltelli stanno cantando abbracciate.

Il cuoco ha ceduto il mestolo a una donna che lo usa come bacchetta per suonare.

CHIBI:
«Forse festeggiare significa scegliere quali regole contano ancora.»

MARA:
«Chi sceglie?»

CHIBI:
«Tutti.»

MARA:
«Sembra un sistema terribile.»

CHIBI:
«Sì.»

Qualcuno esulta.

Tutti esultano con lui.

Nessuno dei due bambini sa perché.

Anche CHIBI esulta.

MARA:
«Non sai nemmeno cosa è successo.»

CHIBI:
«Nemmeno metà di loro.»

Una sedia cade.

A nessuno importa.

Una bottiglia cade.

Tre persone se ne preoccupano immediatamente.

Mara li guarda salvare il rum.

MARA:
«Quindi la bottiglia conta più della sedia.»

CHIBI:
«Ovviamente.»

MARA:
«E il bicchiere vuoto conta più della bottiglia.»

Chibi lo guarda.

Nessuno lo ha toccato.

CHIBI:
«Sì.»

MARA:
«Perché?»

Per una volta, Chibi non risponde subito.

A un altro tavolo, un marinaio racconta una storia sull’uomo che dovrebbe essere seduto davanti al bicchiere.

La storia è divertente.

Tutti ridono.

Poi il marinaio si interrompe a metà.

La sua espressione cambia.

Qualcuno accanto a lui finisce la storia.

Le risate tornano.

Più piano, questa volta.

MARA:
«Sono felici e tristi nello stesso momento.»

CHIBI:
«Gli adulti lo fanno.»

MARA:
«Possiamo farlo anche noi?»

CHIBI:
«Io sì.»

MARA:
«Hai pianto perché il tuo biscotto si è rotto.»

CHIBI:
«Era un biscotto molto buono.»

Mara guarda di nuovo la sedia vuota.

MARA:
«Era buono?»

CHIBI:
«Il biscotto?»

MARA:
«L’uomo morto.»

CHIBI:
«Ah.»

Ci pensa.

CHIBI:
«Probabilmente no.»

MARA:
«Allora perché gli manca?»

CHIBI:
«Forse sentire la mancanza di qualcuno non è un premio per essere stati buoni.»

Mara pensa anche a questo.

Il violino attacca una melodia più veloce.

Qualcuno trascina il capitano nella danza.

Per tre secondi lui resiste.

Poi si arrende.

MARA:
«È ancora il capitano?»

CHIBI:
«Sì.»

MARA:
«Ma nessuno si comporta come se lo fosse.»

CHIBI:
«Forse stanotte fanno finta che non lo sia.»

MARA:
«Perché?»

CHIBI:
«Perché domani lo sarà di nuovo.»

I bambini osservano.

I ranghi si confondono.

Le voci diventano più forti.

Le storie diventano meno prudenti.

Le persone si appoggiano a gente che alla luce del giorno non toccherebbero mai.

Un uomo che non ha sorriso per tutta la sera comincia improvvisamente a ridere così forte da non riuscire a respirare.

Per un po’, tutti sembrano meno sulla difensiva.

MARA:
«Quindi festeggiare cambia le persone.»

CHIBI:
«No.»

MARA:
«No?»

CHIBI:
«Forse rende soltanto più difficile nascondersi.»

Mara lo guarda.

MARA:
«Questa era intelligente.»

CHIBI:
«Lo so.»

MARA:
«Non rovinarla.»

CHIBI:
«Troppo tardi.»

Qualcosa bussa sotto le assi del pavimento.

Una volta.

Mara guarda in basso.

MARA:
«Cos’era?»

CHIBI:
«Probabilmente l’acqua.»

Bussa di nuovo.

MARA:
«Hai detto probabilmente.»

CHIBI:
«Sì.»

Nessuno dei due guarda sotto il tavolo.

La musica diventa più forte.

Il bicchiere vuoto rimane intatto.

MARA:
«Pensi che sappia che si sono ricordati di lui?»

Chibi guarda la finestra nera oltre la taverna.

Qualcosa di pallido sembra passare dietro il vetro.

O forse è soltanto la luce della luna sul porto.

CHIBI:
«Credo che lasciargli da bere sia più sicuro che scoprirlo.»

Mara annuisce.

Ha perfettamente senso.

Stanotte, quasi nient’altro ne ha.

Quali regole conserverebbe la tua ciurma quando tutte le altre cadono?

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Chibi says: Stay in the Loop!!

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