Pirate Borg · Celebration · Settimana 3 · Quando il velo si assottiglia
La festa è finita in qualche momento prima dell’alba.
Probabilmente.
Nessuno ricorda esattamente quando.
Ora la luce grigia del mattino riempie la taverna.
Un giovane marinaio si sveglia di colpo accanto al focolare.
MARINAIO:
«Dov’è lei?»
PIRATA:
«Chi?»
MARINAIO:
«La donna sulla spiaggia.»
PIRATA:
«Sei stato qui tutta la notte.»
Il marinaio si guarda attorno.
MARINAIO:
«Ero su una spiaggia.»
SEAN:
«Un sogno.»
ELJARA:
«Probabilmente.»
SEAN:
«Passi troppo tempo con Caelwyn.»
Il marinaio chiude gli occhi.
MARINAIO:
«Sabbia nera.»
«Vecchie navi.»
«Mezze sepolte.»
«E il mare era troppo lontano.»
Canticchia quattro note.
Sean smette di sorridere.
ELJARA:
«Conosci quella canzone.»
SEAN:
«Ho già sentito qualcosa di simile.»
Da sotto un altro tavolo arriva una voce.
SECONDO MARINAIO:
«La donna aveva conchiglie tra i capelli.»
Tutti si voltano.
Il secondo marinaio si mette lentamente a sedere.
Il primo lo fissa.
MARINAIO:
«L’hai vista?»
SECONDO MARINAIO:
«Anche tu?»
Adesso nessuno ride.
PRIMO MARINAIO:
«C’era un fuoco.»
SECONDO MARINAIO:
«No. C’era un albero maestro.»
PRIMO MARINAIO:
«L’albero maestro bruciava.»
Il secondo marinaio tace.
SECONDO MARINAIO:
«Sì.»
ELJARA:
«Lo stesso sogno?»
SEAN:
«Un sogno simile.»
ELJARA:
«Ecco la tua fastidiosa distinzione.»
Il primo marinaio apre la mano.
Sotto le unghie c’è sabbia nera.
SEAN:
«Hai dormito accanto al focolare.»
ELJARA:
«Cenere?»
SEAN:
«Potrebbe.»
Il secondo marinaio fruga nel cappotto.
SECONDO MARINAIO:
«La mia moneta.»
Controlla di nuovo.
SECONDO MARINAIO:
«La moneta di mia madre è sparita.»
SEAN:
«Hai perso una moneta da ubriaco in una taverna di pirati.»
SECONDO MARINAIO:
«L’ha presa lei.»
A mezzogiorno dovrebbe esserci una spiegazione perfettamente normale.
Rum.
Dolore.
Una vecchia canzone.
Due marinai esausti che condividono frammenti della stessa storia.
Poi entra una donna del porto.
DONNA DEL PORTO:
«Quale di voi idioti cantava sulla spiaggia stanotte?»
Sean ed Eljara si guardano.
SEAN:
«Quale spiaggia?»
DONNA DEL PORTO:
«Oltre il vecchio forte.»
PRIMO MARINAIO:
«Di che colore è la sabbia?»
DONNA DEL PORTO:
«Nera.»
La stanza tace.
SECONDO MARINAIO:
«C’erano delle navi?»
DONNA DEL PORTO:
«Relitti.»
ELJARA:
«Hai visto qualcuno?»
DONNA DEL PORTO:
«Una donna.»
PRIMO MARINAIO:
«Vicino a un albero maestro in fiamme?»
DONNA DEL PORTO:
«No.»
Lui espira.
DONNA DEL PORTO:
«C’era un fuoco dietro di lei.»
Dopo quello, nessuno tira un sospiro di sollievo.
ELJARA:
«Conchiglie tra i capelli?»
La donna la fissa.
DONNA DEL PORTO:
«Come diavolo fai a saperlo?»
Sean si alza.
SEAN:
«Credo che la colazione sia finita.»
Fuori, il sole del mattino fa sembrare il porto perfettamente normale.
SEAN:
«Ci sarà una spiegazione.»
ELJARA:
«Sembri molto deciso.»
SEAN:
«Lo sono.»
Infila una mano nel cappotto per prendere la pipa.
Insieme alla pipa esce qualcos’altro.
Una moneta.
Vecchia.
Consumata.
Sean la fissa.
La moneta scomparsa del secondo marinaio.
ELJARA:
«Da quanto tempo è nella tua tasca?»
SEAN:
«Non lo so.»
Per una volta, nessuno dei due ha una battuta.
Da qualche parte oltre il porto, qualcuno comincia a cantare.
Quattro note.
E se il sogno da cui ti svegli continuasse a sognare di te?
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