IL RE CHE NON VOLEVA RESTARE SEPOLTO

Stacy und Caelwyn am alten Nehekharanischen Schleusentor mit dem wiedererwachten Mumienkönig Setep-Ka

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Warhammer Fantasy Roleplay · From The Old World to 5th Edition · Mythveil Chronicles

Spooky October · Pulp Finale · The Desert and the Dead · Nehekhara · Stacy & Caelwyn

CAELWYN:
La mummia è arrivata alle porte della città.

STACY:
E i soldati le stanno tirando addosso.

CAELWYN:
Comprensibile. È uscita da una tomba, si è portata dietro un esercito di scheletri e sembra piuttosto decisa a entrare.

STACY:
Hai notato qualcosa di strano in quell’esercito?

CAELWYN:
A parte il fatto che ogni soldato è morto da parecchi secoli?

STACY:
Stanno marciando verso la cisterna. Non attaccano le case né il mercato, a meno che qualcuno non gli sbarri la strada.

CAELWYN:
Forse il loro re ce l’ha con gli impianti idraulici.

STACY:
Credo che voglia chiudere le opere idrauliche.

CAELWYN:
Un problema non da poco. Questo insediamento sopravvive grazie a quell’acqua.

STACY:
Esattamente. Sei anni fa, gli ingegneri aprirono un antico passaggio sotto la necropoli. Trovarono un canale sotterraneo e quell’acqua salvò centinaia di vite durante una siccità.

CAELWYN:
Un’impresa davvero ammirevole.

STACY:
Peccato che abbiano anche sfondato un portale di pietra e tolto un occhio azzurro dal meccanismo.

CAELWYN:
Ah.

STACY:
E quel canale era stato costruito proprio dal re che ora bussa alle porte.

CAELWYN:
Con un esercito di cadaveri.

STACY:
Setep-Ka. Custode dei Sette Canali. Difensore delle Rive dei Vivi.

CAELWYN:
Sembra un tipo estremamente responsabile, per uno che sta cercando di abbattere una città.

STACY:
Forse non vuole abbatterla. Ho tradotto parte dell’iscrizione. Il settimo canale non era un’altra fonte di acqua potabile.

CAELWYN:
E allora cos’era?

STACY:
Uno sfioratore per le piene. E forse qualcosa di più.

CAELWYN:
Qualcosa di più?

STACY:
Sotto il letto del fiume c’è un portale. Dietro è imprigionato qualcosa. Gli antichi ingegneri avevano progettato i canali per tenerlo rinchiuso.

CAELWYN:
E i nostri ingegneri moderni hanno aperto la prigione per sbaglio.

STACY:
Sì.

CAELWYN:
Magnifico. Preferivo la spiegazione delle tubature difettose.

STACY:
Il re custodisce quel portale da secoli. Il suo esercito sta cercando di ripristinarlo.

CAELWYN:
Uccidendo chiunque si metta in mezzo.

STACY:
Questo è il problema. Crede che l’antico patto gli conferisca ancora autorità.

CAELWYN:
Un patto stretto da persone morte da generazioni.

STACY:
E registrato attraverso i nomi di tutti coloro che costruirono i canali.

CAELWYN:
Tutti?

STACY:
Scalpellini, manovali, agrimensori, portatori d’acqua. I loro nomi erano incisi nel meccanismo stesso. Facevano parte del sigillo.

CAELWYN:
Allora perché il portale non si chiude?

STACY:
Le iscrizioni sono spezzate. Alcuni nomi sono stati distrutti quando modificarono le opere idrauliche.

CAELWYN:
Quindi dobbiamo recuperarli.

STACY:
Il che significa entrare nella tomba del re.

CAELWYN:
Naturalmente.

STACY:
E chiedergli aiuto.

CAELWYN:
Pensi che apprezzerà il nostro interesse archeologico?

STACY:
Potrebbe apprezzare il fatto che stiamo cercando di impedire a qualunque cosa si trovi sotto il fiume di uscire.

CAELWYN:
D’accordo. Però c’è una cosa che mi preoccupa.

STACY:
Una sola?

CAELWYN:
Quei lavoratori. Accettarono volontariamente di legare i propri nomi alla promessa del re?

STACY:
Non lo sappiamo.

CAELWYN:
Scelsero di costruire il portale?

STACY:
Forse alcuni sì. Altri potrebbero aver ricevuto un ordine.

CAELWYN:
E molti morirono durante i lavori.

STACY:
Sì.

CAELWYN:
Allora la mummia potrebbe proteggere i vivi da una creatura terribile ed essere comunque un tiranno.

STACY:
Esattamente. Un re non diventa buono soltanto perché i suoi nemici sono peggiori.

CAELWYN:
E non diventa innocuo soltanto perché è morto da duemila anni.

STACY:
Soprattutto a Nehekhara.

CAELWYN:
Allora cos’è successo quando hai ripristinato il sigillo?

STACY:
Per poco non ha funzionato. Ma mancava l’ultima iscrizione. Non riuscivamo a recuperare tutti i nomi.

CAELWYN:
E la cosa sotto l’acqua si stava risvegliando.

STACY:
Ho visto il suo occhio, Caelwyn. Qualcosa di enorme ci osservava attraverso l’acqua nera. Conosceva la storia del re.

CAELWYN:
Ti ha detto qualcosa?

STACY:
Che migliaia di persone avevano sofferto per costruire quella prigione. E che il re chiamava protezione la loro sofferenza.

CAELWYN:
Diceva la verità?

STACY:
Forse. Ma un prigioniero non è necessariamente uno storico imparziale.

CAELWYN:
E allora come hai completato l’iscrizione?

STACY:
Abbiamo chiesto a Nadira, l’ingegnera, di pronunciare i nomi di chi aveva aperto il canale e di chi aveva contribuito a ripararlo.

CAELWYN:
I vivi?

STACY:
Sì. Avevano lavorato per salvare le loro famiglie, proprio come gli antichi costruttori. Anche i loro nomi appartenevano a quella storia.

CAELWYN:
E il re morto li ha accettati.

STACY:
Li ha accettati. Il portale si è chiuso. L’insediamento è sopravvissuto.

CAELWYN:
Allora forse ha imparato qualcosa.

STACY:
Forse. Ma non dobbiamo scambiare quel gesto per un’assoluzione. Non sappiamo ancora come trattasse le persone che costruirono il suo regno.

CAELWYN:
Né se la creatura dietro il portale meriti davvero di restare imprigionata.

STACY:
No. Sappiamo soltanto che aprirlo adesso sarebbe catastrofico.

CAELWYN:
E gli abitanti?

STACY:
Hanno cominciato a ricostruire le opere idrauliche. Stavolta studiano le iscrizioni prima di spostare le pietre.

CAELWYN:
Un buon passo avanti.

STACY:
C’è un’altra cosa.

CAELWYN:
Me lo aspettavo.

STACY:
La creatura sotto il fiume mi ha parlato dopo che il portale si è chiuso.

CAELWYN:
Che cosa ti ha detto?

STACY:
Che un giorno vorrò sapere che cosa abbia sepolto il re.

CAELWYN:
E poi?

STACY:
Che quando lo vorrò sapere, sarò io stessa ad aprire il portale.

CAELWYN:
Dimmi che non ci stai pensando.

STACY:
Ma certo che no.

CAELWYN:
Stacy.

STACY:
Sto pensando a quali domande dovremmo trovare risposta prima che qualcuno si avvicini di nuovo a quel portale.

CAELWYN:
Non so perché, ma così mi sento ancora meno tranquillo.

LA DOMANDA

Se un antico re risorge dalla propria tomba per proteggere i vivi, questo lo rende un guardiano anziché un mostro? E se quella protezione fosse stata costruita sulla sofferenza di persone che non avevano alcuna scelta? Quando i morti custodiscono una promessa che i vivi hanno dimenticato, chi ha il diritto di decidere se quella promessa debba ancora essere rispettata?


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