
Scopri la campagna: Il Nemico Dentro: Morte sul Reik
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Warhammer Fantasy Roleplay · From The Old World to 5th Edition · Mythveil Chronicles
Ottobre Spettrale · Settimana 4 · E se avessimo dato il nome sbagliato al mostro? · Kislev · Sean & Eljara
SEAN:
«Hanno legato un mercante a un palo fuori dal villaggio.»
ELJARA:
«Farid ibn Salim. Un mercante dell’Araby. È arrivato tre giorni prima della prima morte.»
SEAN:
«E a quanto pare questo lo rende responsabile dell’inverno. Nel Kislev.»
ELJARA:
«Gli abitanti sostengono che la strada sia cambiata al suo arrivo. Alcune persone sono scomparse e hanno visto i morti camminare oltre la palizzata.»
SEAN:
«Farid dice di aver provato ad andarsene. Ogni strada lo riportava qui.»
ELJARA:
«Potrebbe significare che qualcosa lo voleva qui. Oppure che qualcosa ha intrappolato tutti.»
SEAN:
«Eppure hanno deciso che il problema è lui, perché parla in modo diverso e prega un dio che non conoscono.»
ELJARA:
«Si è anche rifiutato di partecipare alle loro offerte.»
SEAN:
«Alla Madre dell’Inverno.»
ELJARA:
«Un’antica figura di legno sotto tre pini. Gli abitanti credono che tenga il peggio del gelo lontano dalle loro case.»
SEAN:
«E abbiamo visto il suo potere. Ieri notte sono uscite dal bosco delle figure pallide. Una somigliava a un bambino scomparso.»
ELJARA:
«La madre del bambino stava quasi per aprire il cancello.»
SEAN:
«Poi il santuario ha cominciato a brillare. Le figure si sono ritirate.»
ELJARA:
«Quindi la protezione è reale.»
SEAN:
«È successo qualcosa. Questo non ci dice chi l’abbia provocato.»
ELJARA:
«Darya, la sacerdotessa, racconta che un tempo il villaggio interruppe le offerte. Gli animali morirono congelati nelle stalle e il capo del villaggio scomparve.»
SEAN:
«Poi ripresero i riti e le morti cessarono. Una storia convincente, finché non chiedi che fine abbiano fatto tutti quelli scomparsi prima.»
ELJARA:
«Un’anziana ricordava un’altra versione. Il santuario era stato portato fuori dalla foresta da un uomo che si diceva fosse tornato dalla morte.»
SEAN:
«E nessuno ricorda più il patto originale.»
ELJARA:
«Soltanto che la Madre proteggeva il villaggio.»
SEAN:
«Finché non ha preteso una bambina.»
ELJARA:
«Anya. Sette anni. Suo padre era scomparso nella foresta.»
SEAN:
«E la voce sotto il santuario ha detto che le apparteneva.»
ELJARA:
«Gli abitanti erano terrorizzati. Alcuni pensavano che consegnare una bambina potesse salvare tutti gli altri.»
SEAN:
«È stato allora che ho deciso che avevamo ascoltato fin troppo quella dannata Madre.»
ELJARA:
«Stavi per colpire la statua.»
SEAN:
«E Farid mi ha detto di non farlo.»
ELJARA:
«Ha cominciato a canticchiare una ninnananna che sua madre gli aveva insegnato in Araby.»
SEAN:
«La luce ha smesso di avanzare verso Anya. E la voce gli ha chiesto chi gli avesse insegnato quella canzone.»
ELJARA:
«Una cosa straordinaria. Una melodia della sua infanzia, riconosciuta da qualcosa nascosto sotto un antico santuario del Kislev.»
SEAN:
«Questo fa di Farid uno stregone?»
ELJARA:
«No. Fa di lui un uomo che conosce una canzone. Non sappiamo ancora perché sia importante.»
SEAN:
«Poi le offerte sono cessate e l’inverno è peggiorato. Tre abitanti sono morti congelati prima dell’alba.»
ELJARA:
«Quindi Darya potrebbe aver avuto ragione riguardo alla protezione.»
SEAN:
«Oppure la cosa sotto il santuario li ha puniti per il loro rifiuto.»
ELJARA:
«Entrambe le spiegazioni sono compatibili con ciò che abbiamo visto.»
SEAN:
«E nessuna delle due ci dice se consegnare Anya avrebbe salvato il villaggio.»
ELJARA:
«Quella notte suo padre è apparso davanti al cancello. O qualcosa che aveva preso il suo aspetto.»
SEAN:
«Ci ha detto di non consegnarla.»
ELJARA:
«Poi è scomparso sotto la neve.»
SEAN:
«All’alba Farid è stato liberato. Il capo del villaggio si è finalmente scusato.»
ELJARA:
«Ma il santuario è ancora lì. Non sappiamo se la Madre sia uno spirito, un demone o qualcosa di completamente diverso.»
SEAN:
«No. Non sappiamo nemmeno se la canzone abbia protetto Anya o soltanto rimandato ciò che deve ancora arrivare.»
ELJARA:
«Allora che cosa abbiamo ottenuto?»
SEAN:
«Guarda laggiù.»
ELJARA:
«Anya?»
SEAN:
«È viva. Sua madre la tiene stretta. E nessuno l’ha consegnata a qualcosa di cui non conosceva neppure il nome.»
ELJARA:
«Questo non significa che il pericolo sia finito.»
SEAN:
«Non ho mai detto il contrario.»
ELJARA:
«E domani che cosa facciamo?»
SEAN:
«Teniamo accesi i fuochi. Scopriamo che diavolo sia quel santuario. E smettiamo di dare la colpa agli stranieri solo perché è più facile raggiungere loro che qualunque cosa ci aspetti nella foresta.»
LA DOMANDA
Se un potere antico protegge davvero una comunità, questo giustifica qualsiasi prezzo pretenda? Quando uno straniero arriva poco prima di una disgrazia, perché è più facile accusare lui che mettere in discussione le tradizioni da cui tutti dipendono? E se per salvare un villaggio bisogna consegnare uno dei suoi bambini, che cosa stiamo cercando di preservare?
PLAY EPIC. FEEL THE STORY.
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